Arte 

     Il Patrimonio Artistico

       Anche Isola come Capaci vanta uno straordinario patrimonio artistico e culturale che è possibile cogliere in maniera immediata e suggestiva nella simmetrica disposizione delle strade e delle case, nei fregi e negli elementi decorativi delle facciate e dei balconi, che, insieme alle più note architetture delle roccaforti di terra e di mare, fanno ormai parte inscindibile del retaggio storico della Città.  Essi infatti costituiscono documenti significativi dell’arte locale espressa in tutte le sue forme nelle quali si contrappongono stili ed epoche diverse con manifestazioni artistiche che spaziano dalla fenicia alla cartaginese, alla greca, dalla medioevale alla rinascimentale, dal barocco al neoclassicismo, al liberty. Culture che localmente denotano soprattutto la ricerca costante di un sapiente equilibrio di linee curve e spezzate, impreziosite da ornamenti pittorici d'epoca, di originali profondità spaziali e di effetti architettonici di indubbio fascino e di particolare interesse ambientale.

       Tra il patrimonio artistico va annoverato certamente il Santuario di Santa Maria delle Grazie di cui tratteremo nel capitolo successivo.

       Intanto, per comprendere meglio gli aspetti più reconditi ed ammirare le espressioni artistiche più caratteristiche e genuine dell'arte decorativa locale, riteniamo utile proporne di seguito alcuni esempi significativi colti dall'obiettivo sempre attento di Francesco Macaluso.

 

 

     Prologo

       La Chiesa si affaccia sulla Piazza Umberto I in forma rettangolare e seppur priva di elementi ornamentali di rilievo, nelle sue linee architettoniche semplici ed essenziali, suggerisce un misurato senso di equilibrio ed una serena visione carica di un fascino particolare e di memorie antiche.

       In origine era costituita dalla sola navata centrale edificata nel 1813, circa un anno dopo l'assegnazione di un Cappellano Sacramentale permanente. Essa è sorta sull'impianto originario di una piccola cappella fatta erigere dal conte Ignazio Pilo Giardina nella seconda metà del 1799 al servizio della tonnara rappresentata già in quel tempo da un nucleo consistente di pescatori residenti. Ma l'intero complesso è stato fortemente voluto da tutto il popolo che, sotto la guida spirituale del Curato, Don Pietro Mannino, e gravando sulle proprie precarie risorse di pescatori, nel 1860 ha provveduto all'acquisizione di alcune casette attigue ed, in epoche successive, all'ampliamento della sua struttura.

       Siamo a pochi anni dalla proclamazione dell'autonomia (1 gennaio 1855) e gli isolani cominciavano a misurarsi con la nuova dura realtà politica facendo affidamento soltanto sulle proprie risorse e, soprattutto, sul proprio indomabile spirito di volontà e di sacrificio. Il corso della nuova storia esigeva risposte certe ed immediate  per la soluzione dei gravosi problemi ereditati.

       E', però, soltanto nel 1903 che è stato possibile completare, attraverso profonde modifiche e sostanziali rimaneggiamenti, dapprima le opere di ampliamento della Chiesa (simbolo della nuova entità autonoma) con la costruzione della navata di destra con tre cappelle e dell'altare e, successivamente, edificare la navata di sinistra con altrettante cappelle e, quasi contemporaneamente, anche il campanile.