Politica
Una nota di colore: lo stemma del Comune
Fino al 1930 lo stemma adottato dal Comune di Capaci è
sempre stato quello di casa Pilo: uno scudo araldico con
due
leoni rampanti situati ai lati opposti di un albero di pero sradicato dal
quale pendono tre frutti d'oro e sopra il quale sovrastano tre stelle anch'esse d'oro.
Gli oggetti, tutti simbolici, rappresentati
su uno sfondo azzurro mettono in rilievo l'importanza ed il prestigio della casa nobiliare che se ne
fregiò.
L'albero di pero è da attribuirsi alla volgarizzazione del cognome de i "Pilo" in i "Piro"; il fatto che sia sradicato è pura espressione pittorica simboleggiante attraverso l'allegorica raffigurazione delle sue innumerevoli radici l'ampia diffusione raggiunta dal casato mentre i frutti ne configurano la prolifica discendenza.
I leoni controrampanti sono simbolo di potenza.
Le corone a tre punte d'oro
ricalcano quelle reali e si spiegano con
l'imparentamento della famiglia dei
Pilo con la Casa Reale d'Aragona la quale concesse l'uso della corona e vari
altri privilegi per i molteplici servizi resi al Regno.
Le stelle sono araldicamente
simbolo di preminenza del casato; più sono numerose maggiore è l'importanza
rappresentata dalla nobile famiglia. Il fatto
che siano d'oro e non d'argento
danno superiore rilevanza ai ruoli rivestiti dai
discendenti Pilo che furono:
Senatori della Corte di Palermo; componenti della Santa Inquisizione; Giudici
della Tavola; Capitani di Giusitizia; Vicari Generali del Regno, nonchè titolari
dell'onorificenza di Principi del regno con nomina a Marchesi, Conti, Baroni e
Signori.
Con l'avvento del fascismo tale stemma è stato sostituito col simbolo del Fascio.
Verso la fine degli anni cinquanta l'emblema assume la forma di uno scudo diviso da due bande trasversali con il profilo di una montagna e del mare.
L'Amministrazione comunale attuale fin dall'inizio di questo nuovo millennio ha riadottato il vecchio simbolo di casa Pilo suscitando, com'era prevedibile, non poche perplessità.